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Di leggende riguardanti fantasmi e creature soprannaturali ne abbiamo sentite tante nel corso della nostra vita… per lo più le storie erano ambientate in case o castelli infestati della Grand Bretagna o altri paesi nordici.

Pochi di voi sapranno però che anche la nostra terra ha le sue leggende misteriose ed apparentemente inspiegabili.
Oggi vogliamo raccontarvene una ambientata nella splendida Val di Comino (provincia di Frosinone), e più precisamente nel paese di Vicalvi. Arroccato su un colle a poco meno di 600 metri di altitudine, sorge sull’omonimo borgo il castello di Vicalvi. Nel XV secolo, durante il dominio aragonese a Napoli, nel castello risiedeva Alejandra Maddaloni, moglie di un nobile di origine spagnola che, impegnato nella guerra contro gli angioini, era spesso assente da casa.

Alejandra, donna giovane ed avvenente, per combattere la solitudine, iniziò ad adescare giovani del posto con la promessa di una notte di passione. Gli uomini, inconsapevoli del tragico destino che li attendeva, cadevano nella sua trappola per poi scomparire nel nulla il mattino seguente. La nobile castellana, infatti, aveva ai suoi servigi uno sgherro incaricato di eliminare ogni traccia dei poveri malcapitati per nascondere il tradimento ai danni del marito. Gli amanti venivano qundi sistematicamente uccisi e i loro corpi abbandonati lontani dal castello.

Il metodico lavoro dello sgherro non impedì però che alcuni cadaveri straziati venissero trovati dalla gente del posto. Le voci del paese ben presto arrivarono alle orecchie del nobile marito di Alejandra, il quale diede inizio ad un processo che rivelò le azioni della consorte.

La risposta del marito non tardò ad arrivare. Sopraffatto dalla rabbia e dal dolore fece rinchiudere la castellana in una delle torri del castello, dove venne incatenata e murata viva.

Da quel giorno nella Valle si succedono testimonianze circa l’avvistamento nei dintorni del castello di un fantasma di donna, dai capelli lunghi e neri, preceduto da un rumore di catene. La leggenda narra inoltre che lo spettro di donna di una rara bellezza, attirasse a sé giovani forestieri i quali, dopo una notte di passione, incontravano morte prematura, precipitando dalle torri o dalle mura di cinta del castello.

Le morti in questione, trattate dalle autorità come suicidi avvenuti in circostanze misteriose, secondo gli abitanti del borgo sarebbero invece da imputarsi alla “Signora incatenata” e al suo spirito vendicativo.

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Il castello di Vicalvi venne abbandonato in seguito al terremoto del 1654 e non fu mai più ricostruito. Durante la seconda guerra mondiale venne occupato dai Tedeschi, che ne fecero un campo ospedaliero e dipinsero sulla facciata sud-orientale un’ enorme croce rossa che giganteggia ancora oggi.

Da allora i ruderi incombono sulla valle e sono meta dei visitatori che arrivano attratti, oltre che dalla sua storia gloriosa, dalle voci sul fantasma della “Signora incatenata”.

Fonte: Art – litteram

 

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